{"id":2424,"date":"2015-01-20T21:51:37","date_gmt":"2015-01-20T20:51:37","guid":{"rendered":"http:\/\/shqiptari.net\/\/?p=2424"},"modified":"2015-01-20T21:51:37","modified_gmt":"2015-01-20T20:51:37","slug":"diario-dalbania-un-popolo-di-buona-volonta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kohanews.al\/?p=2424","title":{"rendered":"Diario d\u2019Albania. Un popolo di buona volont\u00e0"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-2425 alignright\" src=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-300x200.jpg\" alt=\"image\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Appunti di viaggio fra Elbasan e Durazzo, passando per Tirana. Una pagina dedicata al \u201cPaese delle Aquile\u201d, alle prese con la ricostruzione a quasi venti anni dal crac finanziario che rischi\u00f2 di compromettere la democrazia.<\/h3>\n<p>TIRANA &#8211; Dal ristretto obl\u00f2 dell\u2019aereo proveniente da Pisa, non appena si diradano le fitte nuvole d\u2019alta quota che coprono il cielo di fine dicembre, l\u2019Oltreadriatico si presenta come un\u2019ampia campagna ancora sospesa in atmosfere ataviche, con scorci che un po\u2019 intimoriscono, e un po\u2019 affascinano: campi coltivati a perdita d\u2019occhio, basse case coloniche a un piano sparse qua e l\u00e0, molte ancora incompiute o poco curate, caotici cortili ingombri di pollai, alberi da frutto, rottami di ferro. La citt\u00e0 \u00e8 appena oltre, se ne intravede la prima periferia. Il timore di essere giunti in un remoto altrove si manifesta con sottile perfidia.<\/p>\n<p>Una volta a terra, l\u2019impressione cambia radicalmente. Appena sceso dall\u2019aereo, mi sferza la maestosit\u00e0 delle montagne che fanno corona alla vasta pianura coltivata, mentre un\u2019aria gentile di fine dicembre sembra portare l\u2019odore della neve.<\/p>\n<p>L\u2019aeroporto, di una nitida modernit\u00e0, colpisce per efficienza e razionalit\u00e0, e il traffico dei tanti albanesi che tornano in patria per le feste imminenti, scorre rapidamente oltre i controlli della polizia di frontiera. Una volta fuori, gli ampi e nuovissimi viali di circonvallazione portano rapidamente in citt\u00e0, dove scorre un traffico sostenuto e appena indisciplinato. Alberghi e grattacieli dall\u2019architettura moderna sorgono a fianco dei quartieri pi\u00f9 vecchi, costituiti da basse case a uno o due piani. Ovunque, cantieri di nuovi edifici, strade in rifacimento, e un pullulare di negozi grandi e piccoli, bar, caff\u00e8, ristoranti, alcuni anche italiani.<\/p>\n<p>A uso e consumo di chi non fosse mai stato in Albania, o l\u2019avesse visitata oltre dieci anni fa, \u00e8 forse utile dare alcuni chiarimenti sulla situazione. Non \u00e8 un Paese che possa piacere all\u2019ottuso turista moderno, alla sempiterna ricerca di fast-food, gadget pacchiani e discoteche. Per viaggiare in Albania \u00e8 indispensabile saper apprezzare quella bellezza zingaresca e pittoresca che nasce dalla sovrapposizione della cultura occidentale e cristiana con quella dell\u2019Oriente musulmano, e dal drammatico contrasto fra mezzo secolo d\u2019immobilismo e il rapido sviluppo degli ultimi dieci anni. E, in ultima analisi, \u00e8 necessario possedere quella curiosit\u00e0 che porta a non temere il confronto con un Paese che \u00e8 s\u00ec musulmano, ma straordinariamente aperto verso le altre culture. Qui non c\u2019\u00e8 la bellezza patinata dei depliant per turisti, si tratta semplicemente di scoprire la realt\u00e0 di un Paese emergente, dove la modernit\u00e0 \u00e8 assorbita per gradi, senza abbandonare tradizioni e abitudini millenarie che sono l\u2019anima del popolo. Qui si nasconde una bellezza sincera, rude e arcaica, tragica per come \u00e8 a volte maturata, e lasciarsene avvolgere significa compiere un\u2019esperienza umana che lascia inequivocabilmente il segno, dato il calore con cui si \u00e8 accolti, presi per mano e portati a conoscere ogni pi\u00f9 piccolo aspetto della cultura locale.<\/p>\n<p>Colpisce, in citt\u00e0, la pressoch\u00e9 totale assenza di balordi, borseggiatori, tossicodipendenti, ubriachi, figure tipiche del disagio cui purtroppo le citt\u00e0 occidentali sono abituate. Con questo, ancora non si pu\u00f2 dire che l\u2019Albania sia un Paese ricco, eppure l\u2019essenziale non manca per nessuno o quasi, e questo garantisce quella pace sociale che disincentiva disordini, delinquenza, vandalismi. Tutto questo, grazie a un Governo che, se da un lato non ha molte risorse a disposizione, dall\u2019altro lascia mano libera all\u2019iniziativa privata, perch\u00e9 se un qualsiasi cittadino coltiva agrumi o alleva tacchini nel proprio appezzamento, \u00e8 poi libero di venderli a chiunque senza essere soffocato dalla burocrazia, e ha cos\u00ec modo di integrare lo stipendio. Niente di straordinario, semplice buon senso amministrativo.<\/p>\n<p>Si avverte nel popolo quella pulizia morale che alberga in chi lavora onestamente con la consapevolezza di contribuire al miglioramento del Paese e del benessere di ognuno, senza che prevalga il mero interesse personale a danno degli altri. \u00c8 infatti diffusa una forte solidariet\u00e0 fra cittadini, che porta ad aiutare il familiare, il vicino, l\u2019amico in momentanea difficolt\u00e0. Pur fra tante difficolt\u00e0 quotidiane, qui si vive con una serenit\u00e0 che in Italia \u00e8 soltanto un ricordo.<\/p>\n<p>L\u2019energica politica di Edi Rama, attuale Primo Ministro, ha assestato poderosi colpi alla vecchia mentalit\u00e0 clientelare e corrotta, ereditata dal regime comunista, che faceva della Pubblica Amministrazione una macchina unicamente oliata da un vergognoso sistema di prebende, tangenti, favoritismi. Attraverso l\u2019applicazione di rigorose sanzioni, e una vasta campagna di sensibilizzazione lanciata in tutto il Paese, negli ultimi due anni sono stati compiuti notevoli passi avanti nello smantellamento della corruzione, al punto che la Polizia e il servizio sanitario stanno divenendo punti di riferimento per tutti i cittadini, senza pi\u00f9 quella diffidenza che si provava verso dipendenti statali la cui logica di servizio era quella della tangente contro un aiuto.<\/p>\n<p>La crisi finanziaria del 1997 \u00e8 ormai un lontano ricordo, ma all\u2019epoca il Paese attravers\u00f2 un momento difficilissimo, con il presunto tentativo dell\u2019allora Primo Ministro Sali Berisha di indebolire la democrazia proclamando lo stato d\u2019emergenza in risposta a un presunto golpe ai suoi danni, e la conseguente caduta del Paese in una selvaggia anarchia che rischi\u00f2 di sfociare in aperta guerra civile, causando comunque circa duemila vittime. A fatica venne raggiunto l\u2019accordo politico per una maggioranza pi\u00f9 stabile &#8211; guidata da Berisha -, che potesse reintrodurre nel Paese un certo controllo. La lotta alla criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 stata particolarmente efficace, al punto che la mafia albanese ha spostato all\u2019estero la maggior parte delle sue attivit\u00e0, limitandosi, in patria, allo spaccio, su piccola scala,\u00a0di stupefacenti (di cui il Paese resta un crocevia per i traffici dall\u2019Oriente), e al controllo della prostituzione. Con brevi pause, Berisha ha guidato il governo fino allo scorso settembre, e la sua politica non si \u00e8 certo distinta per l\u2019onest\u00e0 cristallina, ma ha comunque favorito gli investimenti stranieri nel Paese, contribuendo non poco al suo ammodernamento. Molto meno ha lavorato nel combattere le sperequazioni sociali e la corruzione, settori che sono invece caduti sotto la lente di Rama. Che comunque non dimentica l\u2019economia, e la sua recente missione a Bari e Milano &#8211; per incentivare le imprese italiane a investire in Albania -, lo dimostra.<\/p>\n<p>Difficile, a questo punto, non chiedersi dove sia tutta quella delinquenza per la quale il popolo albanese \u00e8 a torto stigmatizzato nel nostro Paese. Passato il caos degli anni Novanta, il Governo \u00e8 seriamente intenzionato a guidare il Paese sulla strada dello sviluppo economico e sociale, il cui imprescindibile punto di partenza \u00e8 la certezza del diritto, anche penale. Da qui, una dura lotta alla corruzione, alla criminalit\u00e0 organizzata, al traffico di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione. Rispetto al 2012, l\u2019annus horribilis del nuovo corso, che vide un aumento del 40% dei crimini (sul 2010), gi\u00e0 il 2013 ha fatto registrare una sensibile inversione di tendenza, avvertibile, anche a occhio nudo, nella discreta sicurezza in cui versano, a qualsiasi ora del giorno e della notte, le citt\u00e0 albanesi.<\/p>\n<p>Essendo quindi l\u2019Albania, uno Stato fondato sul diritto e il suo fattivo rispetto, dove le leggi trovano concreta applicazione, accade che la delinquenza organizzata trovi pochi spazi per la propria attivit\u00e0. Spazi che altri Paesi lasciano invece aperti. Non \u00e8 infrequente che qui si reinvesta denaro proveniente da attivit\u00e0 illecite svolte all\u2019estero, ma non \u00e8 intellettualmente onesto attribuirne la responsabilit\u00e0 al Governo albanese. Ogni Governo \u00e8 infatti direttamente responsabile soltanto di quanto accade entro i propri confini.<\/p>\n<p>Oltreadriatico si ha a che fare con un popolo orgoglioso, in parte anche rude ma comunque bendisposto; chi \u00e8 rimasto lavora alacremente per il proprio Paese, con la sicurezza e la determinazione di chi combatte per una giusta causa, senza per questo nuocere agli altri.<\/p>\n<p>Le ferite di una storia recente particolarmente difficile sono purtroppo ancora evidenti: le orrende periferie dell\u2019architettura comunista colpiscono lo sguardo e stringono il cuore, e sembrano sputate da un feticista della bruttezza. Difficilmente ristrutturabili, quei cubi di cemento armato intasati di minuscoli appartamenti offrono pochi comfort, spesso mancano di gas metano, e anche gli impianti idrici funzionano a singhiozzo, soprattutto nei condomini pi\u00f9 affollati. E la mancanza di un preciso piano urbanistico \u00e8 la causa dello sviluppo disordinato dei quartieri pi\u00f9 nuovi, cui comunque si cerca di porre rimedio con abbattimenti mirati degli edifici abusivi o non conformi alle regole del sopraelevamento.<\/p>\n<p>Le immagini della Missione Pellicano (magistralmente condotta dal nostro Esercito), sono ormai un ricordo lontano, anche se la gratitudine degli albanesi non \u00e8 venuta meno. \u00c8 ancora forte l\u2019ammirazione per il nostro Paese, e soprattutto la riconoscenza di coloro che vi hanno soggiornato lavorando onestamente e potendo cos\u00ec guadagnare abbastanza per tornare in patria e costruirsi una nuova abitazione, o rendere pi\u00f9 confortevole la vecchia, comprare l\u2019auto, e disporre di una piccola rendita che, dato il non elevato costo della vita in Albania, permette loro di guardare al futuro con una relativa serenit\u00e0, potendo sopportare anche periodi di disoccupazione. La crisi, infatti, morde anche qui, nonostante il notevole fermento che scuote un Paese in pieno sviluppo. Ma c\u2019\u00e8 anche voglia d\u2019Europa, manifestata soprattutto dai giovani, alla ricerca della mobilit\u00e0 per studio o lavoro, e vista anche come un\u2019ulteriore garanzia di controllo contro le sacche di corruzione che ancora, purtroppo, affliggono la politica nazionale. Per quest\u2019ultimo motivo, il Governo ancora non si esprime per l\u2019adesione all\u2019UE, ma alle prossime elezioni l\u2019atteggiamento dei vari partiti in materia sar\u00e0 probabilmente l\u2019ago della bilancia.<\/p>\n<div class=\"author-info\">\n<div class=\"vcard author-description\">\n<p class=\"fn\">Niccol\u00f2 Lucarelli \/www.nove.firenze.it\/<\/p>\n<h3 class=\"entry-title\"><a title=\"Diario d\u2019Albania. Durazzo, la perla dei Balcani\" href=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/diario-dalbania-durazzo-la-perla-dei-balcani\/\" rel=\"bookmark\">Diario d\u2019Albania. Durazzo, la perla dei Balcani<\/a><\/h3>\n<h3 class=\"entry-title\"><a title=\"Diario d\u2019Albania. Elbasan, l\u2019antica Skampa degli Illiri\" href=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/diario-dalbania-elbasan-lantica-skampa-degli-illiri\/\" rel=\"bookmark\">Diario d\u2019Albania. Elbasan, l\u2019antica Skampa degli Illiri<\/a><\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appunti di viaggio fra Elbasan e Durazzo, passando per Tirana. Una pagina dedicata al \u201cPaese delle Aquile\u201d, alle prese con la ricostruzione a quasi venti anni dal crac finanziario che rischi\u00f2 di compromettere la democrazia. 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