{"id":2548,"date":"2015-02-06T20:14:38","date_gmt":"2015-02-06T19:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/shqiptari.net\/\/?p=2548"},"modified":"2015-02-06T20:14:38","modified_gmt":"2015-02-06T19:14:38","slug":"kosovo-lungo-le-strade-dellesodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kohanews.al\/?p=2548","title":{"rendered":"Kosovo: lungo le strade dell&#8217;esodo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/kosovo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-2549 alignright\" src=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/kosovo-300x169.jpg\" alt=\"kosovo\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/a>Ogni giorno centinaia di kosovari fuggono dal loro paese e entrano illegalmente nell&#8217;Ue attraversando la frontiera tra Serbia e Ungheria. Un tragico esodo che sembra essersi accentuato nello scorso dicembre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Pubblicato originariamente da Zeri il 5 febbraio 2015, selezionato e tradotto da Le Courrier des Balkans e Osservatorio Balcani e Caucaso)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si direbbe che ha solo 16 anni, il suo viso ne dimostra di pi\u00f9. Ardian \u00e8 originario di Batllava, presso Podujevo, ha in spalla uno zaino nero con tutte le sue cose e i vestiti che gli serviranno per il viaggio. La temperatura \u00e8 sotto zero ma \u00e8 difficile capire se le sue guance sono rosse per il freddo o per la tristezza del dover abbandonare i suoi genitori malati, per andare, attraversando la Serbia, in Ungheria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sa ancora quale sar\u00e0 la sua destinazione finale ma sa semplicemente che non vuole rimanere in <a class=\"zem_slink\" title=\"Kosovo\" href=\"http:\/\/maps.google.com\/maps?ll=42.6666666667,21.1666666667&amp;spn=10.0,10.0&amp;q=42.6666666667,21.1666666667 (Kosovo)&amp;t=h\" target=\"_blank\" rel=\"geolocation noopener noreferrer\">Kosovo<\/a>. Ardian non domanda niente pi\u00f9 che una vita migliore per s\u00e9 e per la propria famiglia. Il suo paese \u2013 che tra due settimane festegger\u00e0 il settimo anniversario dalla dichiarazione di indipendenza &#8211; non \u00e8 in grado di garantirgliela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHo paura per i miei genitori. Sono entrambi ammalati e senza lavoro. Non abbiamo redditi. Oggi siamo tutti tristi, loro e anch&#8217;io\u201d, racconta il ragazzo, accigliato e con la fronte corrugata, come tutte le volte che ricorda la vita a casa sua a Batllava, sui bordi dell&#8217;omonimo lago.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/eksod-kosovo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-2550 alignleft\" src=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/eksod-kosovo-300x208.jpg\" alt=\"eksod kosovo\" width=\"300\" height=\"208\" \/><\/a>Parte con due compagni di viaggio originari di Gnjilane\/Gjilan, cognati di sua sorella. \u201cCercheremo di trovare una soluzione. Siamo in tre, sar\u00e0 comunque difficile\u201d, spiega Ardian. \u201cL&#8217;importante \u00e8 arrivare stasera in Serbia. Se ci arriviamo, siamo alle porte dell&#8217;Europa\u201d, aggiunge uno dei suoi compagni, 24 anni. I tre sono coscienti della multa di 7500 euro annunciata dalle autorit\u00e0 per chi si rende colpevole di emigrazione illegale in Europa. \u201cMulte? Ce ne freghiamo. Possono anche arrestarci ma almeno in prigione abbiamo qualcosa da mangiare\u201d, scherza Ardian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo magro dai capelli neri spiega sussurrando come presentarsi a Belgrado. \u201cVi aspetteranno. Vi spiegheranno come continuare&#8230; e concordate il prezzo\u201d. L&#8217;autobus Erhan Trans parte. Ci si separa e si piange. Le famiglie con bambini hanno priorit\u00e0 sui posti in autobus. \u201cNon c&#8217;\u00e8 nulla qui, siamo obbligati a partire, senza lavoro da anni&#8230; Occorre trovare una soluzione\u201d, spiega un&#8217;anziana mentre suo figlio tira fuori un fazzoletto dalla tasca.<br \/>\nStazioni degli autobus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla stazione degli autobus di Gnjilane\/Gjilan, i viaggiatori con destinazione Pre\u0161evo e Bujanovac, in Serbia, si moltiplicano. Tanto quanto le offerte di passaggi in taxi verso la vallata di Pre\u0161evo. Dietro alla stazione si negozia per un passaggio sino a Subotica. I tassisti chiedono 300 euro a persona, 1000 euro se si \u00e8 in quattro. Altri prendono invece il taxi o l&#8217;autobus per Pre\u0161evo\/Presheva e Bujanovac, e da l\u00ec continuano il viaggio verso la Serbia centrale e poi per l&#8217;Ungheria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/immigrazione-kosovo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2553 aligncenter\" src=\"http:\/\/shqiptari.net\/\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/immigrazione-kosovo.jpg\" alt=\"immigrazione kosovo\" width=\"601\" height=\"338\" \/><\/a>Ogni giorno, alle 9 di sera, la stazione degli autobus di Bujanovac si riempie di kosovari. L&#8217;autobus per Belgrado e Subotica parte alle 10 e 15. Gli autobus della Ni\u0161 Express sono strapieni. Donne e bambini seduti, uomini in piedi, per almeno 600 chilometri. Alla stazione di Bujanovac una signora bionda parla contemporaneamente con due cellulari. E&#8217; una \u201cprivilegiata\u201d, ha contatti con gli uffici della stazione degli autobus. Si dice abbia dei \u201cganci\u201d sia qui che a Subotica. Parla bene il serbo, ignora gli altri kosovari e si siede a fianco del conducente. Il viaggio sino a Subotica costa 28 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco prima della partenza fa capolino una pattuglia di polizia serba. Sale sull&#8217;autobus per un controllo dei documenti. Tutti i passeggeri mostrano la loro \u201ccarta bianca\u201d, che prova che sono kosovari e che hanno diritto a rimanere una settimana in Serbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Controllati uno ad uno dai poliziotti, i passeggeri simulano di andare a trovare dei parenti. Un anziano, originario di un villaggio del sud della Serbia, Ternoc, spiega che alcuni sono entrati in Serbia illegalmente, dai villaggi di frontiera di Breznica e Dobrosin, ma sono riusciti ad ottenere la \u201ccarta bianca\u201d dalla polizia dopo aver pagato 50 euro ad alcuni intermediari. A Bujanovac gli hotel sono pieni, ma tutti restano una sola notte. Lo scopo \u00e8 quello di arrivare il prima possibile in Vojvodina e al confine con l&#8217;Ungheria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo 10 ore di viaggio e qualche fermata alle autostazioni, eccoci a Subotica. E&#8217; qui che inizia il vero dramma.<br \/>\nPali\u0107<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I gruppi di trafficanti del Kosovo, della Vallata di Pre\u0161evo e della Serbia si sono dati appuntamento a Pali\u0107, all&#8217;ingresso di Subotica. Secondo la gente del posto, fanno i loro affari senza alcun disturbo da parte della polizia, che rimane indifferente perch\u00e9 i kosovari continuano la loro strada verso l&#8217;Europa e non si fermano in Serbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon so se \u00e8 rimasto qualcuno in Kosovo oltre ai politici. Sembrano essere venuti tutti a Pali\u0107. A causa della miseria non hanno senz&#8217;altro alternative\u201d, scherza amaro un cittadino di Pali\u0107, della minoranza ungherese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi trafficanti \u201cmultietnici\u201d utilizzano pensioni lungo le rive del lago di Pali\u0107. E&#8217; la che i kosovari dormono per una notte, prima di passare all&#8217;alba, a piedi, la frontiera tra Serbia e Ungheria. Case che hanno un nome Verona, Nikolas, Lira. Le prime due erano strapiene. L&#8217;ultima aveva ancora due camere libere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;ingresso di Villa Lira gli \u201corganizzatori\u201d chiedono innanzitutto se si vuole soggiornare una notte e poi preparano il passaggio della frontiera. Le camere sono sporche, le condizioni di igiene minime. La notte costa 15 euro. Si sentono solo le voci dei bambini, perch\u00e9 agli adulti \u00e8 stato detto di non fare rumore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro la pensione sono parcheggiate alcune auto con targhe locali, due immatricolate in altre zone della Serbia ed una Mercedes nera con targa kosovara, che apparterrebbe al padrino del traffico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serata i passeur incontrano i loro clienti al ristorante della pensione e spiegano loro la strategia per il passaggio della frontiera, da fare prima che sorga il sole. Ciascuno deve pagare 250 euro in anticipo, per passare sul versante ungherese. La via dura meno di un&#8217;ora. Stasera presso la pensione albergano pi\u00f9 di 90 persone ma per passare la frontiera verranno divisi in gruppi di 20-30 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I passeur sono convinti che non ci saranno problemi con la polizia serba, di cui per\u00f2 i kosovari hanno paura. Sanno per\u00f2 che se sono scoperti dalla polizia ungherese, saranno piazzati in detenzione provvisoria per un massimo di 72 ore con un&#8217;ingiunzione a lasciare immediatamente l&#8217;Ungheria o di presentarsi presso un centro per i richiedenti asilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSe la polizia ungherese vi scopre, cosa che non credo avvenga, perch\u00e9 conosciamo bene la strada, possono solo tenervi dentro per 72 ore e poi vi rilasceranno. Dovete allora salire subito sul treno per Vienna piuttosto che presentarvi ad un centro per richiedenti asilo. Ma siete voi che dovete decidere\u201d spiega uno dei passeur.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014 vi sarebbero state 35.000 domande d&#8217;asilo in Ungheria. Di queste 12.500 nel solo mese di dicembre, delle quali met\u00e0 fatte da kosovari. A causa di questo numero in crescita esponenziale di richiedenti asilo il governo kosovaro ha deciso di creare una task force di alto livello per controllare questi \u201cspostamenti illegali di cittadini del Kosovo\u201d. Secondo i responsabili governativi \u201cla crescita dell&#8217;immigrazione illegale deve interrompersi perch\u00e9 rischia di mettere in pericolo l&#8217;importante processo di liberalizzazione dei visti\u201d.Lavdim Hamidi, Alban Selimi \/www.balcanicaucaso.org\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni giorno centinaia di kosovari fuggono dal loro paese e entrano illegalmente nell&#8217;Ue attraversando la frontiera tra Serbia e Ungheria. 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